Oro blu: il potere dell'acqua

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di Marina Zenovich. USA 2017, 87’.

Diretto dalla vincitrice del premio Emmy, Marina Zenovich, e dal produttore esecutivo vincitore del premio Oscar® Alex Gibney, questo documentario di National Geographic sembra un film noir – ma è reale – e svela lo spietato sfruttamento ad opera dei baroni dell’acqua che in California approfittano delle risorse mentre i cittadini sopportano ogni giorno una crisi idrica debilitante.

In programmazione
29/04 ore 15:15 Galleria 4
ingresso libero

A seguire, incontro con  Marco Moriondo, ricercatore presso l’Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Ibimet-Cnr, esperto in cambiamenti climatici legati all’agricoltura, uno dei settori maggiormente esposti alla variabilità climatica. Stress idrico e termico potrebbero essere causa di una riduzione, da qui al 2050, della produzione su scala europea di mais, risparmiando, invece, il frumento. Per contrastare questi effetti, anche in considerazione dei nuovi dati del Rapporto Speciale “Global warming of 1.5°C” – IPCC (The Intergovernmental Panel on Climate Change” sul superamento del limite di 1,5 gradi del riscaldamento globale nel 2040, un team internazionale di cui fa parte anche Moriondo, ha individuato nuovi modelli di pratiche colturali e di miglioramento genetico delle varietà di mais e frumento. I risultati della ricerca, realizzata all’interno del progetto Europeo MACSUR (Modeling European Agriculture with Climate Change for food Security), sono stati pubblicati su Nature Communications). Il principale campo di ricerca di Marco Moriondo è incentrato sullo studio modellistico dell’effetto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi agricoli e naturali. In quest’ambito è stato coinvolto in numerosi progetti nell’abito dei quali ha studiato principalmente l’applicazione dei modelli di circolazione regionale (RCM) e globale (GCM) per la valutazione degli impatti del cambiamento climatico sulle colture agrarie e sul rischio d’incendio. Sono stati affrontati argomenti di ricerca quali la valutazione dell’impatto agli eventi estremi sulle rese dei principali cereali, le possibili conseguenze del cambiamento climatico sugli areali di coltivazione di vite ed olivo a scala europea, la variazione qualitative delle produzioni viticole in risposta a temperature più elevate. In ambito forestale ha partecipato allo sviluppo della modellistica indirizzata alla valutazione dei possibili impatti del cambiamento climatico su produzioni forestali e sulla decomposizione del carbonio organico. Ha sviluppato nell’ambito del suo gruppo di ricerca metodologie per la stima della produttività agronomica e forestale mediante l’utilizzo di immagini da remote sensing.

 

 

 

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